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I rischi per la salute provocati dal biossido d’azoto

È di questi giorni la pubblicazione sui media della classifica delle città italiane che hanno superato il limite stabilito dalla legge di 35 giorni all’anno con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili.

Tra gli opuscoli “agenti inquinanti aria indoor”, pubblicati sul sito del Ministero della sanità il 16 dicembre 2015, uno riguarda proprio il biossido d’azoto, un tipico inquinante dell’aria esterna, originato prevalentemente dal traffico veicolare.

È tra gli inquinanti più comuni dell’aria indoor, “specialmente in Italia, dove sussiste un uso pressoché esclusivo di gas, sia per il riscaldamento, sia per cucinare”. L’esposizione a questo composto può risultare, in assenza di adeguata ventilazione, anche superiore a quella dell’aria esterna.

Le principali fonti sono costituite da radiatori a cherosene, da stufe e radiatori a gas privi di scarico e dal fumo di tabacco. Nelle abitazioni si riscontrano generalmente concentrazioni inferiori a 0,1 mg/m, tuttavia si possono verificare livelli più elevati (superiori a 0,2 mg/m), soprattutto durante la cottura di cibi con stufe a gas o durante l’uso di stufe a cherosene.

Il biossido di azoto ha un odore pungente e può provocare irritazione oculare, nasale o a carico della gola e tosse. Alterazioni della funzionalità respiratoria si possono verificare in soggetti sensibili, quali bambini, persone asmatiche o affette da bronchite cronica. Una sintomatologia precoce a carico delle prime vie aeree in soggetti con patologia polmonare può manifestarsi a partire da concentrazioni pari a 0,2 mg/m.

Quali sono i consigli del Ministero per ridurre l’esposizione al biossido di azoto?
Occorre:

  1. regolarmente controllare i dispositivi a gas;
  2. ventilare i locali cucina;
  3. quando si cucina, usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno;
  4. far controllare e pulire regolarmente da personale esperto di sistemi di riscaldamento caldaie, canne fumarie e camini;
  5. non fumare negli ambienti chiusi;
  6. far eseguire periodicamente, da tecnici specializzati, la manutenzione dei sistemi di ventilazione.

La normativa che disciplina questo specifico rischio per la salute.

Il Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 (recepisce la Direttiva sulla qualità dell’aria ambiente e aria più pulita per l’Europa n. 50/2008 del 21 maggio 2008), fissa i valori limite e gli obiettivi di qualità per le concentrazioni nell’aria ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM 2,5.

Info: opuscoli agenti inquinanti aria indoor, ossido di Azoto 

Leggi

Il Ministero della Salute sugli agenti inquinanti indoor 

Source: Feed quotidiano sicurezza

Inail, bando Isi 2015, incentivi per la sicurezza sul lavoro e bonifica amianto Modalità telematiche per la comunicazione delle basi di calcolo dell’autoliquidazione

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